EMME COME MILANO

Quando torno a Milano, ho ogni volta la stessa sensazione, di continuità, come se non ci fosse stata alcuna interruzione, perché la città mi ha abituato, fin dall’inizio, al suo trasformismo. Milano cambia sempre, e cambiando non cambia mai, perché il cambiamento è Milano. Dove c’era un negozio ora c’è una banca, dove una banca un fast food, dove un fast food un negozio, ma la Madonnina è sulla guglia più alta e nessuno la tocca. Milano sposta le sue pedine, mescola il suo mazzo di carte, ma non ti confonde, la riconosci, anche se torni dopo mesi, perché quando ci vivi, lei fa lo stesso, ed è capace di mutare in pochissimi giorni.
Piazza Duomo è sempre un po’impacchettata, non l’ho mai vista libera. Ormai le impalcature che ruotano a ridosso delle facciate, ricoperte di cartelloni pubblicitari, sono parte integrante di questo spazio.
In corso Vittorio Emanuele un giapponese ha fotografato me che camminavo, mentre parlavo con l’auricolare, reggevo sacchetti, guardavo vetrine, salutavo con la mano, sceglievo il film della serata, controllavo l’ora, pensavo alla mamma.
Le Colonne di San Lorenzo sono il mio aperitivo.
Il Parco delle Basiliche rivede un uomo che portava la mia mano nella sua ed era capace, con gli occhi, di fare l’amore con me per strada.
Tra i Navigli si scava, la Milano sotterranea che scende di quattro piani per costruire box auto.
La metropolitana, rossa, verde, gialla, blu, sa che non la amo molto e sa che se la prendo è perché davvero ne ho bisogno.
I tram sono divertenti.
Le strade di Milano e i suoi marciapiedi conoscono il mio pedalare, le mie biciclette rubate, e l’ostinazione con cui le ho ricomprate, perché non potevo farne a meno. Pedalare mi permetteva di parlare con la mia anima quando, lungo i canali meneghini, andavo ad Assago a lavorare o quando gironzolavo con o senza meta per la mia zona, Ticinese, con la sua porta e la sua piazza 24 Maggio, difficile da attraversare ma, con un albero secolare che i distratti non guardano.
Milano racchiude più di dodici anni della mia vita.
Milano è in bianco e nero solo per chi non sa vederne i colori.
21 Commenti:
Alle giovedì, marzo 01, 2007 10:14:00 AM ,
Anonimo ha detto...
W Milano!
Alle giovedì, marzo 01, 2007 11:08:00 AM ,
Bulgakov ha detto...
M come "miiiii finalmente sei tornata", scommetto che la foto del giapponese sono finite in qualche blog di Osaka
Alle giovedì, marzo 01, 2007 11:15:00 AM ,
Anonimo ha detto...
Che dire, la fanciulla è milanese!
M.
Alle venerdì, marzo 02, 2007 9:15:00 AM ,
SCRI...... ha detto...
Milano. C'era una promessa a cui dar seguito, togliere la busta.
Fatto. Ho incontratooooo dopo sedici anniiiiiiii AN-DRE-A. Inutile dire che lui mi ha riconosciuto ed io, no, nel senso che per me non è stato un rivedere ma un vedere, non avendo proprio idea di come fosse fatto! Comunque in Trentino o c'era, o si è informato molto bene!!!
Alle venerdì, marzo 02, 2007 3:09:00 PM ,
Anonimo ha detto...
due domande:
1) anche i navigli vanno lenti lenti come il Tevere?
2) mantieni sempre le promesse di blob?
:-)
Alle venerdì, marzo 02, 2007 4:25:00 PM ,
Anonimo ha detto...
Tu dopo mesi, io dopo un pò di anni, e Milano era esattamente come l'avevo lasciata.
L'ho sempre trovata più romantica di Venezia. Strano, mi dicono.
Non sempre si può spiegare tutto.
Bentornata.
Book.
Alle venerdì, marzo 02, 2007 6:18:00 PM ,
SCRI...... ha detto...
Caro anonimo, i Navigli per collacazione geografica non possono andare lenti lenti!!!
Seconda domanda. Io sì, do sempre seguito alle mie dichiarazione bloggeriane, tu no. Aspetto ancora vino e cioccolato fondente.
Ciao Book,
Milano ha un romanticismo poco scontato e forse per questo magico. Non ha gondole visibili ed uguali per tutti, ma angoli nascosti e solo tuoi.
Alle sabato, marzo 03, 2007 12:56:00 PM ,
Anonimo ha detto...
..non solo miei, a quanto pare.
B.
Alle sabato, marzo 03, 2007 5:44:00 PM ,
Bulgakov ha detto...
Book ecco dove ti eri cacciato, eri a tampasìare in piazza Duomo.
Alle sabato, marzo 03, 2007 7:10:00 PM ,
Anonimo ha detto...
Bentornata Albi! :-)
Da questo post, posso solo intuire quanto ami Milano!!
Io ci son stata per pochi giorni, mi era piaciuta...ma non è la stesso, no? :-)
Alle domenica, marzo 04, 2007 6:07:00 PM ,
Anonimo ha detto...
Milano vicino all'Europa
Milano che banche che cambi
Milano gambe aperte
Milano che ride e si diverte
Milano a teatro
un ole' da torero
Milano che quando piange
piange davvero
Milano Carabinieri Polizia
che guardano sereni
chiudi gli occhi e voli via
Milano a portata di mano
ti fa una domanda in tedesco
e ti risponde in siciliano
poi Milan e Benfica
Milano che fatica
Milano sempre pronta al Natale
che quando passa piange
e ci rimane male .....
Alle domenica, marzo 04, 2007 6:18:00 PM ,
Anonimo ha detto...
Un blog davvero interessante, complimenti :-)
Alle domenica, marzo 04, 2007 6:24:00 PM ,
Anonimo ha detto...
Benvenuta nel posterone! :-)
Alle lunedì, marzo 05, 2007 11:30:00 AM ,
SCRI...... ha detto...
Grazie Liborio!
Barbi, chiariamo a tutti. La sottoscritta e gli altri si sono infilati nel posterone.
Io per ora lo chiudo, e per questo sono di spalle. In realtà era per farmi trovare subito!
Al bloggismo non c'è limite!!!
Alle lunedì, marzo 05, 2007 12:18:00 PM ,
Anonimo ha detto...
ciao, io adoro milano a me piace sempre andarci ogni tanto a fare un giro....
Alle lunedì, marzo 05, 2007 12:58:00 PM ,
Anonimo ha detto...
Ciao molisana....
Alle lunedì, marzo 05, 2007 1:00:00 PM ,
Anonimo ha detto...
Sei un mito, ti ho aggiunto nei miei preferiti. Ciao, uno dei 2000!!
Alle lunedì, marzo 05, 2007 4:12:00 PM ,
SCRI...... ha detto...
Ma ciaoooooo, a tutti!
Bulgakov mi ha accusato di aver giocato sporco ... sul posterone!!!
Alle lunedì, marzo 05, 2007 7:35:00 PM ,
Bulgakov ha detto...
Diciamo che Scri ha sfoderato delle "doti" di comunicazione che fanno indubbiamente presa. Sai Scri cosa si dice in giro della presidente vero?
Alle martedì, marzo 06, 2007 12:18:00 PM ,
Robba12 ha detto...
Milan l'è un gran Milan ;-) e come dici tu, solo chi non vuole non la riesce ad apprezzare...
Alle martedì, marzo 06, 2007 10:02:00 PM ,
SCRI...... ha detto...
Caro Bulgakov, si dice quel che si dice è che ... so' ragazzi!!!
Che bello un milanese! Caro Captain's, accade spesso che le persone si accostino a Milano mal disposte, con tutti i luoghi comuni del "caso" in testa, e si perdono un sacco di cose.
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