GIRO
Inaspettata la partenza, dilatato il tempo del soggiorno, come quando viene data un’occasione da vivere il più possibile.
C’è un inizio preferenziale, una scorta in aeroporto, un percorso obbligato che salta gli ostacoli. Un sorriso divertito di fronte all’attenti cadenzato, una battuta che fulmina, un racconto ermetico che viene lasciato all’immaginario.
Perdersi per le vie. Trovare i luoghi per caso. Viaggiare lontano dalle folle ed imbattesi in flotte di gite scolastiche, che irrompono rumorose sulla scena, che diventano una costante da evitare, che osservi tornando con i ricordi ai banchi di scuola, che sono diverse dalla tua classe o è la tua classe che per te sarà sempre diversa ed irripetibile.
C’è l’imprevisto anche in un viaggio tranquillo, non lontano da casa.
Si sta bene in questo caldo febbraio. È una dichiarazione di pace. È un benvenuto col cuore.
Non c’è rottura, ma ci si sente lontani. Si ascolta la musica che domina sui palazzi, che entra nei caffé, che sussurra nelle strade, che disegna i gesti.
È un momento di questa mia vita in viaggio in cui l’anima può vibrare al ritmo di un valzer. E poi camminare. A cercare quello che non avevo immaginato, a trovare quello che non mi avevano raccontato, a guardare fuori degli schemi mentali che incasellano i luoghi, ad esplorare i miei sguardi.
C’è un inizio preferenziale, una scorta in aeroporto, un percorso obbligato che salta gli ostacoli. Un sorriso divertito di fronte all’attenti cadenzato, una battuta che fulmina, un racconto ermetico che viene lasciato all’immaginario.
Perdersi per le vie. Trovare i luoghi per caso. Viaggiare lontano dalle folle ed imbattesi in flotte di gite scolastiche, che irrompono rumorose sulla scena, che diventano una costante da evitare, che osservi tornando con i ricordi ai banchi di scuola, che sono diverse dalla tua classe o è la tua classe che per te sarà sempre diversa ed irripetibile.
C’è l’imprevisto anche in un viaggio tranquillo, non lontano da casa.
Si sta bene in questo caldo febbraio. È una dichiarazione di pace. È un benvenuto col cuore.
Non c’è rottura, ma ci si sente lontani. Si ascolta la musica che domina sui palazzi, che entra nei caffé, che sussurra nelle strade, che disegna i gesti.
È un momento di questa mia vita in viaggio in cui l’anima può vibrare al ritmo di un valzer. E poi camminare. A cercare quello che non avevo immaginato, a trovare quello che non mi avevano raccontato, a guardare fuori degli schemi mentali che incasellano i luoghi, ad esplorare i miei sguardi.
Giro la ruota, vi di viaggio, compro una vocale, la i di inaspettato. Do la soluzione: Vienna.
8 Commenti:
Alle lunedì, marzo 03, 2008 9:59:00 AM ,
Anonimo ha detto...
Bellissimo scatto.
M.
Alle lunedì, marzo 03, 2008 10:41:00 AM ,
Bulgakov ha detto...
Ed io che avrei giurato fosse Vi... ggiù!
Alle lunedì, marzo 03, 2008 12:21:00 PM ,
Anonimo ha detto...
il tuo viaggio che ci hai fatto vedere. e non lo dico per farti un piacere.
poi ho visto tutte le foto di questo viaggio in entrambi i tuoi flickr
[...]
Alle lunedì, marzo 03, 2008 9:22:00 PM ,
SCRI...... ha detto...
Vi...ggiù mi manca. Anche Vi...cenza!
Alle martedì, marzo 04, 2008 4:27:00 PM ,
PiEffe ha detto...
e perchè non Viterbo,Viareggio,Vimercate,Vibo Pizzo e Vibo Valenza ?
Alle mercoledì, marzo 05, 2008 10:13:00 AM ,
Anonimo ha detto...
Girandolona ;-
Alle mercoledì, marzo 05, 2008 1:04:00 PM ,
SCRI...... ha detto...
Lo faccio per il blog!
Alle mercoledì, marzo 05, 2008 5:09:00 PM ,
Anonimo ha detto...
[...]
Posta un commento
Iscriviti a Commenti sul post [Atom]
<< Home page