TUTTO INSIEME
Guardo, in basso, il cerchio bianco da cui partono le piste di fondo.
A sinistra, la madre. La chiamano così da queste parti la Maiella. La vedono burrosa, sinuosa, accogliente come il seno di una mamma. Vedono su quelle cime innevate, che spesso si confondono con le nuvole, mammelle pronte ad allattare. È femmina questa montagna, con cavità a forma di utero, simbolo di fecondità nei racconti popolari.
Poi comincia la discesa. Devi allungare lo sguardo, andare oltre, dove le cime si fanno più rade, nel punto in cui, per i distratti, comincia il cielo ed è tutto cielo. Ma si vede il mare da queste montagne.
Cielo e mare. A separarli una linea bianca.
Mare e monti. A unirli la vista.
Ecco cos’ha di più il mio Appennino. Entra tutto in uno sguardo.
7 Commenti:
Alle martedì, febbraio 05, 2008 12:01:00 PM ,
Anonimo ha detto...
Dolce campanilismo.
M.
Alle martedì, febbraio 05, 2008 2:05:00 PM ,
ViAggiAtRiCe ha detto...
eh...la mamma è sempre la mamma :)
Alle martedì, febbraio 05, 2008 2:45:00 PM ,
Anonimo ha detto...
Confermi quello che ho sostenuto... meraviglioso.
G.
Alle mercoledì, febbraio 06, 2008 12:57:00 AM ,
Anonimo ha detto...
e il mare allora, che sia il maschio. così indeciso nei movimento, mai lo stesso. traditore
Alle giovedì, febbraio 07, 2008 9:23:00 AM ,
Bulgakov ha detto...
Acqua calda e acqua fredda!
Alle giovedì, febbraio 07, 2008 1:08:00 PM ,
SCRI...... ha detto...
Ti perdono solo perchè sei influenzato.
Salute e malattia!
Alle venerdì, febbraio 29, 2008 11:31:00 PM ,
Pemaja ha detto...
Anche Paolo Rumiz, scrittore triestino e inviato di Repubblica nel suo libro che parla di Alpi e Appennini " La leggenda dei monti naviganti" paragona la Maiella " alle balie tettone di una volta". Le pagine del libro dedicate al MOlise sono incantevoli e pensa, è andato su e giù per le montagne con una Topolino del '53...
Saludos
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