Partire tornare ... ripartire ritornare ... in un continuo inarrestabile viaggiare

07 settembre 2006

MARINA DI RAGUSA

I due estremi anagrafici della spiaggia. Loro, i pensionati, la terza età, i nonni, non saprei definirli anche perché per me è difficile farlo, per ragioni personali, essendo figlia di due genitori che hanno 16 anni di differenza ed avendo ora, accanto, un papà ormai ottantenne. Rigido nei suoi atteggiamenti, intransigente politicamente ma che io ho attacco spesso e volentieri perché era giusto che anche lui facesse la svolta di Fiuggi, e l’ha fatta, anche se è rimasto sospettoso o timoroso che la figlia possa un giorno cambiare idea e votare a sinistra. Si intuisce quando mi dice, in concomitanza di consultazioni politiche, “Allora???? Cosa si fa?” “Tranquillo, la sinistra molisana non la sopporto” è la mia risposta e lui “Bene, dillo anche ai tuoi fratelli!”. Ed io continuo a volergli bene e a votare a destra, evitando però di cancellare del tutto i suoi timori, e così allentare ancora un po' i suoi paraocchi.
Gli altri sono i bambini. Ti fermi a guardare i loro giochi di sabbia, ad osservare la spensieratezza con cui godono del mare. E sorridi quando si atteggiano ad uomini maturi, quando sfoggiano occhiali da sole più grandi di loro, quando sono il pretesto per far fare a te cose stupide, folli e meno male che ci sono i bimbi a ricordare che, se si pensa leggero, si vive alla grande.



1 Commenti:

  • Alle sabato, settembre 16, 2006 11:58:00 AM , Blogger Anonymous ha detto...

    Oggi ho avuto una buona sorpresa. E' suonato il campanello, ed era il postino con un pacchetto spedito via aerea ... Conteneva una scatolina di plastica, e dentro c'erano due scarpine. Piccole piccole, lievi lievi ... Le tue prime scarpe. Mi stanno sulla palma della mano, non la coprono nemmeno tutta. E mi si chiude la gola a toccarle. Mi si scioglie il cuore. Ti piacerà la mia mamma. Ti piacerà perché pensa che senza i bambini il mondo finirebbe. Ti piacerà perché ... ha una risata che e un concerto di campanelli. Non ho mai capito come faccia a ridere in quel modo: ma penso che sia perché ha pianto molto. Solo chi ha pianto molto può apprezzare la vita nelle sue bellezze, e ridere bene. Piangere è facile, ridere è difficile. Imparerai subito questa verità. Il tuo incontro col mondo sarà un pianto disperato, nei primi tempi riuscirai a piangere e basta. Tutto ti farà piangere: la luce, la fame, il sonno ... Passeranno settimane, mesi, prima che la tua bocca si schiuda a un sorriso, prima che la tua gola gorgogli una risata. Ma non dovrai scoraggiarti. E quando il sorriso verrà, quando la risata verrà dovrai regalarla a me ...

    Lettera ad un bambino mai nato, Oriana Fallaci

     

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